Dopo l’incendio nella fabbrica ad Avellino ora si teme per gli effetti della nube sulla città

Il prefetto ha diramato lo stato di emergenza. Il rogo ora è spento, al lavoro l’agenzia regionale per la protezione ambientale

Dopo l’incendio nella fabbrica ad Avellino ora si teme per gli effetti della nube sulla città

Prima le esplosioni, poi l’incendio che si è sviluppato da una fabbrica di batterie automobilistiche nella zona industriale di Pianodardine, in provincia di Avellino. A prendere fuoco sarebbero stati contenitori in plastica che si trovavano all’interno dello stabilimento Igs. Le fiamme sono divampate all’ora di pranzo e dopo poco hanno coinvolto altri settori dell’azienda, minacciando anche uno stabilimento vicino che produce calcestruzzo e un distributore di carburanti. Sono arrivati circa cento vigili del fuoco che sono riusciti, dopo ore di intenso lavoro, a domare le fiamme. Nel frattempo il prefetto di Avellino, Maria Tirone, ha dichiarato lo stato di emergenza chiedendo ai cittadini di rimanere a casa: «L’incendio è molto grave – ha detto – ma grazie alla straordinaria abilità dei vigili del fuoco, è ora sotto controllo». Il sindaco Gianluca Festa ha invitato i suoi compaesani a tenere le finestre chiuse. Durante le operazioni di spegnimento, uno dei vigili del fuoco è rimasto vittima di un leggero malore ma si è ripreso subito. Le cause del rogo non sono chiare e la Procura di Avellino ha aperto un’inchiesta, per ora a carico di ignoti.

Il rischio ambientale

Dallo stabilimento si è sprigionata una densa nube nera che ha interessato una vasta area comprendente i 18 Comuni limitrofi. Per conoscere il livello di inquinamento della zona bisognerà aspettare la mattinata di domani. L’Arpac, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, ha attivato le centraline mobili in alcune zone particolarmente esposte. I sindaci di Avellino, Montefredane e Grottolella hanno disposto la chiusura delle scuole e dei mercati all’aperto. Altri sindaci potrebbero aggiungersi ai provvedimenti nelle prossime ore. Ad Avellino nel frattempo le strade sono deserte, l’area è pregna di un odore nausebondo e molti cittadini sono alla ricerca di mascherine che vengono acquistate in farmacia.

«Fin dai primi momenti dell’incendio che ha coinvolto un’azienda nel nucleo industriale di Avellino ho monitorato lo stato dell’arte – dice il sottosegretario Carlo Sibilia, giunto sul luogo dell’incendio – Sono stato in contatto con il Prefetto di Avellino e il comando provinciale e regionale dei vigili del fuoco, oltre che aggiornato in tempo reale su quanto emergeva dal comitato ordine e sicurezza ad hoc organizzato. L’incendio, in questo momento, è domato: per fortuna non ci sono stati morti né feriti. Aspetto fondamentale è il danno ambientale che sarà valutato alla luce delle comunicazioni dell’Arpac affinché si possa tutelare la salute dei cittadini in una zona, già di per sé profondamente complicata».